In un vecchio libro ho trovato una traccia sulle architetture e decorazioni illusionistiche, che, usando in modo particolare specchi, mettevano in ebollizione i sensi dell’osservatore. Un coinvolgimento totale, per così dire.
“Questo gabinetto può essere interamente rivestito di begli specchi con cornici di porcellana e di vetri colorati o dorati. Anche queste grotte devono essere tappezzate di specchi. Nei recessi e nelle cavità si devono appendere delle lampade invisibili che però proiettino la luce negli specchi provocando effetti magnifici.”
Le cascate e i giochi d’acqua che vi si riflettono devono essere profumati. Maschere grottesche apparirebbero dovunque per illuminare, con i raggi luminosi che escono dagli occhi e dalle bocche, iscrizioni satiriche e profetiche. Gli oggetti ancora, a questo proposito, che gli specchi ovali saranno fatti in modo che chi si guarda veda volti diversi, che parranno larghi o lunghi …”
Paul Decker, 1711, Architectura Civilis
Il coinvolgimento, e più ampiamente inteso, anche il sconvolgimento dei sensi non è un tema esclusiva della propaganda pubblicitaria, che cerca nella fotografia o spot pubblicitario di rendere tangibile la qualità sensoriale di un prodotto, a partire dalla cioccolata per arrivare al profumo, ma è, con mezzi senz’altro diverso ma per questo a volte non con effetto minore, una ambizione vecchia come la storia dell’architettura e arte.
Gli esempi sono innumerevoli, e sarebbe anche probabilmente una lettura interessante, una sorta di storia parallela quella della creazione di spazi illusionistici e l’idea architettonica basata sul coinvolgimento dei sensi. A partire dalla grande Villa Adriana, con il suo teatro marittimo e lo spazio continuo tra cielo e specchio d’acque …
il Rinascimento scopre la prospettiva e con esso le sue proprietà illusionistiche. Esempio bellissimo è proprio la “Trinità” di Massaccio, al quale probabilmente lo stesso “scopritore” della prospettiva, Brunelleschi” contribuisce e di cui un giorno Vasari dirà, che più che un quadro sembra un buco nella parete per passare dall’altra parte.
Bramante con San Satiro a Milano, o la Galleria di Palazzo Spada di Borromini costruiscono fisicamente questo mondo finto, o meglio distorto che crea stupore nei contemporanei.
Ancora di più la ricerca di stravolgere lo spettatore si può osservare nel Parco di Villa Demidoff, con la statua del Gigante, che da lontano sembra davvero uscire dal bosco per osservare il lago.
Ma l’apice di quello che si riesce a fare con la mente, è probabilmente la casa storta del parco di Bomarzo: chi l’ha visto, e chi soprattutto è entrato, può confermare che il mondo t’inizia a girare intorno, cerchi un punto fermo d’appoggio. Cosa al quale solamente la Caserma dei Vigili di Fuoco di Zaha Hadid è riuscito avvicinarsi.
La grande moda del seicento di utilizzare specchi in cui la persona si potesse specchiare con modalità diverse, creando persino spazi interminabili con vere proprie macchine catottriche a scala architettonica, sfoggiando nei gabinetti di specchio di Versailles e della gran maggior parte delle residenze europee, pervade l’immaginario di inventori e artisti. E’ anche il momento dei grandi affreschi e quadraturisti come Andrea Dal Pozzo e Tiepolo.
In qualche maniera si può ancora leggere una reminiscenza di queste idee dello spazio perpetuo e immaginario nel romanzo di Lewis Carrol, quando Alice passa attraverso lo specchio.
Non è un’invenzione di oggi, la ricerca di distorcere la verità per un mondo che non esiste. Tra costruito, finiture d’interni e arredi, pitture e decorazioni, il mondo delle invenzioni, delle macchine meravigliose delle Wunderkammern ha trovato un largo campo di applicazione. Per lo stupore e intrattenimento dei suoi osservatori.
Ma oggi abbiamo mezzi più potenti, e al contempo, con l’appiattimento di un continuo bombardamento di immagini di bassa qualità, si è anche diventato più sordo per questo fenomeno. Tanto, che non si presta particolare attenzione alla qualità dello spazio, e l’unica emozione della nostra abitazione si riduce allo schermo della televisione e qualche applicazione domotica.