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16/05/11

La macchina del tempo: il volo intercontinentale


Quando c’erano ancora in funzione le Concord, c’era la possibilità per chi ne avesse il giusto portafoglio, di festeggiare due volte Capodanno: prima a Parigi, poi all’una di corsa all’aeroporto e con la Concord verso il Big Apple. Arrivati a New York c’era sufficiente tempo e rifare Capodanno. Tra fusorario e velocità dell’aereo si erano guadagnati 2 ore sufficienti per passare due volte il Mezzanotte.
A pensare, si potrebbe chiamare proprio macchina del tempo. E non solo la Concord, per la verità.
Sono atterrato a Singapore alle ore 5 del mattino, quando in Italia, da dove ero partito, erano ancora le 11 di sera del giorno prima. Si potrebbe quindi dire che l’ora nell’aereo è un ora e mezza a terra: 12 ore seduti a guardare le ultime uscite cinematografiche contro 18 ore terrestre. Per di più, con film come Interception, che tratta il tema dei sogni e mondi virtuali paralleli, l’arrivo all’aeroporto di Changì era piuttosto “disorientante” (più che stanchevole).
Si può fare qualche ragionamento sulla rotazione della terra a questo punto: Per trovare la velocità lineare dobbiamo osservare che durante una rotazione di 360 gradi un punto all'equatore percorre l'intera circonferenza terrestre, che è lunga circa 40.000 Km. La velocità lineare di questo punto sarà allora 40.000 Km diviso 24 ore, cioè circa 1667 chilometri all'ora. Negli altri punti della Terra la velocità diminuisce all'aumentare della latitudine. Alle nostre latitudini, le velocità variano dai 1334 chilometri orari di Siracusa (latitudine 37 gradi nord) ai 1167 di Bolzano (46 gradi nord). In media potremmo allora dedurre che con una velocità di aereo di 1000 km/h e ca 1550 km di rotazione terrestre la velocità assoluta dell’aereo è solo di 550 km (10000 km / 550 km/h = 18 ore), mentre nell’altra direzione si sommano: 1000 + 1550 km = 2550 km all’ora, quindi ci vogliono solo sei ore “terrestri”.
Al livello teorico quindi, con un aereo sufficientemente veloce e girando nella direzione nella quale si sommano le velocità aereo/terra, una persona potrebbe di fatto avere una giornata oltre i 24 ore.

22/12/10

Il senso del tatto



“… Noi non potremmo mai aver cognizione del mondo in sé, ma sempre soltanto … dell’urto di forze fisiche sui nostri ricettori sensoriali”
F.P. Kilpatrick, La psicologia transazionale

“C’è un tipo generale di rapporto fra data di nascita del sistema ricettore in seno all’evoluzione e la quantità e qualità delle informazioni che esso trasmette al sistema nervoso centrale. Così, i sistemi tattili sono antichi come la vita stessa; e infatti la capacità di rispondere agli stimoli esterni è uno dei criteri base che testimoniano della vita di un organismo. La vista, invece, è stato l’ultimo e più specializzato dei sensi a svilupparsi nell’uomo. La vista divenne più importante e l’olfatto meno essenziale, quando l’antenato dell’uomo lasciò il terreno per gli alberi … La vista stereoscopica è essenziale per la vita sugli alberi: senza di essa, saltare da un ramo all’altro diventa davvero un affare serio.”
E.T.Hall, La dimensione nascosta

La percezione visiva guida la comprensione, la esplorazione e l'interpretazione del nostro mondo. Invece c'è un altro senso, non meno importante della vista, che sta perdendo terreno in quel ambito, che ha sempre caratterizzato l'homo faber: toccare, palpare e tastare per sentire, e poi, per lavorare l'oggetto. Questa caratterizzazione dell’uomo che crea, è profondamente legato alla stessa filogenesi dell’essere umano, ma anche della sua ontogenesi: da prima della nascita il tatto ricopre un ruolo fondamentale nella percezione dell’Io e contemporaneamente della distinzione del limite corporeo con l’ambiente circostante. E’ un rapporto di alta qualità, di affetto, di stimoli, ma anche di dolore. Afferma Montagnu, un uomo che perde il senso del dolore, del quale è responsabile un aspetto del senso di tatto, non è destinato a godersi una vita senza esperienze dolorosi, ma rischia con ogni più piccola ferita la vita.

Il tatto è un senso “multistrato”, che si divide in molti aspetti. Di fatto molti non parlano di 5 sensi del corpo umano, ma suddividono il tatto in tanti sensi quanti sono i vari ricettori responsabili per l’elaborazione di diverse stimoli: dai meccanocettori, nocicettori, esterocettore e intercettori. C’è anche qualche studio che lega il senso della cinestesia, quindi la capacità di controllare la posizione del corpo o di una sua parte nello spazio, alla capacità di avere una coscienza di se stesso. A tal punto, che persone che senso alterato come accade presso persone anoressiche, potrebbero trovare la causa dei loro problemi proprio nelle zone cerebrali responsabili per l’autovalutazione dell’ingombro corporeo.

Trainato dalle alte tecnologie touch, oggi il tatto perde via via le sue caratteristiche fisiologiche e sta per diventare meno fisico e più virtuale.

In un certo senso, là dove la tecnologia oggi sta conquistando terreno per aumentare la percezione visiva in una realtà aumentata, cioè nella percezione tridimensionale, il tatto sta perdendo capacità di lettura e comprensione tridimensionale per relegarsi un ambito più limitato delle interfacce piatte e senza contrasto: i monitor touchscreen, dai telefonini alle maschere interattive delle infopoint.