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04/01/11

Il mondo che verrà. Anzi, il mondo che c’è già. (Parte 1)

Haptic Tecnologies e la progettazione 3D

“Sempre maggiore è l’interesse suscitato dalle ricerche nell’ambito delle cosiddette tecnologie tattili (haptic tecnologies o haptics, ndr), che mirano a sviluppare sistemi in grado di conferire a macchine e robot l’equivalente del nostro tatto. Gli scienziati hanno già fatto notevoli passi avanti. Hanno creato un dito robotico capace di rilevare informazioni alla superficie degli oggetti, e stanno lavorando alla creazione di un ratto artificiale dotato di sensori tattili posizionati su baffi altrettanto artificiali. Robot di questo tipo potranno essere utili nello svolgimento di mansioni particolarmente pericolose, come staccare tra le macerie nelle missione di soccorso o analizzare la superficie di altri pianetti.”[1]

Intanto, queste tecnologie vengono utilizzato in maniera applicativa o, come vorrei chiamarlo, in maniera attiva[2] nella creazione di oggetti (per quanto riguarda architettura e design). Applicazioni come il FreeForm Modeling permette di progettare direttamente un oggetto usando un certo tipo di attrezzo che rileva il movimento della mano (una sorta di mouse che sfrutta le tre assi x-y-z spaziali) per ricevere gli input dal progettista.
FreeForm Modeling con Phantom Desktop
“Fulcro di tutto il sistema sono appunto le due periferiche aptiche che sono sostanzialmente del bracci snodabili ai quali è applicata una penna. Mediante questa penna è possibile scolpire la creta virtuale e sentire realmente attraverso la risposta aptica la resistenza del materiale alla modellazione come se si stesse realmente modellando della creta con una stecca di legno.”[1]

Il feedback è l’elemento fondamentale nella corretta costruzione di qualsiasi oggetto o interfaccia: lo stimolo sensoriale reale o virtuale deve avere una qualità che determina un limite o una resistenza con la quale può regolare lo sforzo e la relazione tra se e l’ambiente/oggetto. Senza sarebbe impossibile prendere “confidenza”. (Potremmo confrontare questo con qualche scena di film comico o di orrore: la sensazione di una persona che incontra un fantasma: al tocco passa dall’altra parte, ed è questo normalmente il momento del panico).

Un'interfaccia aptica è un dispositivo che permette di manovrare un robot, reale o virtuale, e di riceverne delle sensazioni tattili in risposta (retroazione o feedback). Un esempio potrebbe essere un joystick con ritorno di forza (force feedback, usato molto nei videogiochi e consiste in una vibrazione del dispositivo quando ad esempio la vettura che si sta pilotando urta contro un ostacolo (muro, altra vettura o altro) opponendo una resistenza fisica reale, rendendo il movimento più difficile da compiere), un mouse in cui la rotellina si blocca quando il puntatore arriva ai margini dello schermo, o un display in braille utilizzato dai non vedenti. Quest’ultimo traduce le lettere visualizzate sul monitor in braille, linea per linea, lungo una barra (vedi immagine).

Display Braille Supervario
Link molto interessante: http://www.abacus.it/sensable/

[1] Emily Anthes & Scientific American, Guida Rapida per cervelloni: La mente, Milano 2010
[2] I termini “attivo e passivo” (vedi anche post successivo) non sono convenzionali, ma solo usato in questo contesto per indicare
attivo = intervento umano diretto
passivo = sistema autonomo senza controllo diretto da parte dell’uomo.