Pensare all’uomo nel futuro, la sua evoluzione fisiologica, culturale e sociale, senz’altro è accompagnato anche dall’evoluzione del suo linguaggio. Basta pensare che nella lingua corrente di un paese, molte parole ormai sono derivate da altre: questo non stupisce e per certi versi è anche necessario. Mi è capitato di fare un viaggio in Malaysia, con una loro cultura e, conseguentemente, con una loro lingua molto semplice. Questa lingua è apprezzabile per due motivi: il suono molto dolce, e nella sua espressione scritta, attraverso lettere che assomigliano più ad una decoro che alla geometrizzata versione della scrittura occidentale.
Ma, al contempo, ascoltando nell’aeroporto gli annunci o vedendo la segnaletica in malese, mi sono dovuto rendere conto che moltissime parole sono importate e introdotto senza alcuna variazione. Il che fa sì che il flusso canterina della voce viene spesso bruscamente interrotto con qualche parola inglese, alla quale è stata solamente aggiunta il finale malese.
Ma anche questo non è niente di nuovo. Durante il periodo dello zar Pietro il Grande, molti tecnici tedeschi sono stati convocati nella San Pietroburgo per costruire un impero all’avanguardia. Il risultato è che molti termini tecnici, ingegneristici, nella lingua russa hanno molto in comune con parole tedesche, e non solo il suono. Così vale per i termini di architettura, preso dai maestri italiani, e la letteratura, presi in prestito dai francesi. Così, a sorpresa magari di qualcuna che si avvicina al russo, troverà molti termini europei.
L’italiano invece è invaso, tra le altre, dall’inglese. “Che fai questo weekend?” “Non so, vado a fare surf o bowling”. In fondo, non stupisce nemmeno, molte parole non raccontano solo un preciso contenuto, ma aprono la finestra ad un mondo intero, all’immaginazione e a molte cose non espresse. Per cui, perché sforzarsi a descrivere con parole contorte un contenuto già presente in un'altra lingua. Strano diventa, quando ti arriva la domanda in versione sms: “ke fai sto we?” per diventare poi “6 3ndy!”
Dovremo tenere conto nella evoluzione del design, soprattutto nel mondo del design grafico. Ci potremmo intanto risparmiare un bel po’ di carta per un messaggio pubblicitario, pensando poi agli americani che al posto di dire advertisements dicono semplicemente ads. E poi ci sono gli esperti informatici, che credo non superi nessuno nel parlare in codici comprensibile solamente a loro: “…riguardo le cartelle zippate, è in configurazione globale, eventualmente, sotto server > Compressione pagine GZIP:> che va indicata la possibilità di abilitare l'upload dei file compressi durante l'installazione di template/componenti/moduli.”. Così, percorrendo internet in cerca di risposte semplici a domande semplici, si rischia un forte crisi di autostima.
Ci troviamo quindi in un vortice di assunzione di parole straniere che rimpiazzano pari pari espressione linguistiche native, che a loro volto si modifica e accorcia, perfino la creazione di una serie di parole nuove, per descrivere fenomeni sempre più nuove e diverse. Di fatti, chi conosce Adultescent, Bobos, Cyberchondria o Egosurfing? Ci vuole un dizionario, quello del futuro. E ci ha pensato Faith Popcorn.


