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12/02/11

Deus Ex Human Revolution – Il sogno di essere umano.

L’immagine iniziale, che coniuga le grande scoperte della scienza in campo dell’anatomia, facendo diretto riferimento al quadro di Rembrandt “Lezione di Anatomia del Dottor Nicolaes Tulp” del 1632, con i grandi sogni della stessa umanità, cioè il volo di Icaro nel cielo (con il relativo fallimento), evoca immediatamente un quadro che va ben oltre ad un video game con sparatorie e cattivi da combattere.

Rembrandt: Lo studio di anatomia del Dottor Tulp, 1632

Certo, che il commercio sfrutta tutto, ma al contempo potrebbe anche invitare a riflettere su alcune proposte multimediali che illustrano un possibile sviluppo della medicina in campo della bionica e nanotecnologia. Niente di nuovo: questi temi vengono trattati con efficacia dai grandi scrittori della letteratura fantascientifica da almeno un secolo. Nonostante ciò, la rappresentazione e ambientazione è efficace, e l’immersione in questo mondo virtuale (e qui, il mondo dei VG è all’indiscussa avanguardia) permette un approfondimento.
All’interno di un tempo, corre l’anno 2027 e quindi non troppo lontano da noi, viene prospettato una grande capacità innovativa e tecnologica. Questa “evoluzione” tuttavia viene messa direttamente in relazione con il caos, instabilità politica e affanna corsa per il potere assoluto. Un effetto, che con la nascita delle superpotenze nucleari a metà del secolo scorso è un film già visto, ridotto però alla portata di mano di un singolo protagonista. Viene creato un cyborg superpotente al cui origine umano vengono sostituite le mani e braccia, elemento chiave dell’interazione con l’ambiente: per creare e per distruggere.
Un secondo trailer dello stesso gioco si contrappone nettamente a questo immagine di violenza e caos. Una generazione successiva, potremmo dire, rappresentato da un robot, sta seduto in una biblioteca. Circondato di libri e di conoscenza umana, sogna di diventare umano elogiando le emozioni e sogni di questo essere naturale:
“Certainly, I will last langer than you. Human think, that I am the future. And you are wrong. You are … If I had a wish, I’d wish to be human. To know how it feels to feel, to hope, to despare, to wonder, to love. I can achieve in mortality, but not wearing out. You can achieve in mortality, simply doing one great thing …”
La mortalità o immortalità viene messo in centro ai desideri dell’uomo, come motore di procreazione e stimolatore di desideri. Non tanto la aumentata capacità distruttiva di un essere meccanico, con superpoteri, ma la sensibilità di comprendere le qualità di vita in un contesto emotivo.