L’immagine iniziale, che coniuga le grande scoperte della scienza in campo dell’anatomia, facendo diretto riferimento al quadro di Rembrandt “Lezione di Anatomia del Dottor Nicolaes Tulp” del 1632, con i grandi sogni della stessa umanità, cioè il volo di Icaro nel cielo (con il relativo fallimento), evoca immediatamente un quadro che va ben oltre ad un video game con sparatorie e cattivi da combattere.
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| Rembrandt: Lo studio di anatomia del Dottor Tulp, 1632 |
Certo, che il commercio sfrutta tutto, ma al contempo potrebbe anche invitare a riflettere su alcune proposte multimediali che illustrano un possibile sviluppo della medicina in campo della bionica e nanotecnologia. Niente di nuovo: questi temi vengono trattati con efficacia dai grandi scrittori della letteratura fantascientifica da almeno un secolo. Nonostante ciò, la rappresentazione e ambientazione è efficace, e l’immersione in questo mondo virtuale (e qui, il mondo dei VG è all’indiscussa avanguardia) permette un approfondimento.
All’interno di un tempo, corre l’anno 2027 e quindi non troppo lontano da noi, viene prospettato una grande capacità innovativa e tecnologica. Questa “evoluzione” tuttavia viene messa direttamente in relazione con il caos, instabilità politica e affanna corsa per il potere assoluto. Un effetto, che con la nascita delle superpotenze nucleari a metà del secolo scorso è un film già visto, ridotto però alla portata di mano di un singolo protagonista. Viene creato un cyborg superpotente al cui origine umano vengono sostituite le mani e braccia, elemento chiave dell’interazione con l’ambiente: per creare e per distruggere.
Un secondo trailer dello stesso gioco si contrappone nettamente a questo immagine di violenza e caos. Una generazione successiva, potremmo dire, rappresentato da un robot, sta seduto in una biblioteca. Circondato di libri e di conoscenza umana, sogna di diventare umano elogiando le emozioni e sogni di questo essere naturale:
“Certainly, I will last langer than you. Human think, that I am the future. And you are wrong. You are … If I had a wish, I’d wish to be human. To know how it feels to feel, to hope, to despare, to wonder, to love. I can achieve in mortality, but not wearing out. You can achieve in mortality, simply doing one great thing …”
La mortalità o immortalità viene messo in centro ai desideri dell’uomo, come motore di procreazione e stimolatore di desideri. Non tanto la aumentata capacità distruttiva di un essere meccanico, con superpoteri, ma la sensibilità di comprendere le qualità di vita in un contesto emotivo.

