Visualizzazione post con etichetta aeroporto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aeroporto. Mostra tutti i post

23/05/11

Ritorno al Futuro 2: L'Estremo Oriente

Kuala Lumpur: Petronas Towers

Nel lontano 2004, un meraviglioso viaggio mi aveva portato nelle terre “selvagge” della Malaysia: persino un giro nella giungla a trovare villaggi. Ma la incoronazione della visita all’epoca era Kuala Lumpur con i suoi palazzi, in modo particolare ovviamente i bellissimi Petronas Towers. Deve essere stato un Dio, che ha studiato l’illuminazione notturna di queste architetture.
Il treno ultramoderno e silenzioso con intrattenimento sul monitor mi aveva portato dal centro della città all’aeroporto, sempre un’autentica architettura del XX sec: acciaio - vetro. Direzione? Roma, ritorno in Italia.
All’epoca sono rimasto male atterrando in un cantiere, dove le indicazioni suoi panelli erano sbagliate e gli aerei avevano ritardo o erano cancellate. Era il momento in cui la mia visione dell’Occidente aveva ricevuto un colpo basso. Corridoi infiniti di deviazioni, tornate ad U e percorsi su pavimenti disconessi.


Changi Airport Singapore

Ma questo era il 2004. Sabato sono atterrato a Malpensa venendo da Singapore, sette anni più tardi nella capitale del denaro, nel cuore del business italiano. Singapore non è Kuala Lumpur. Ma è ben di più. Un mondo perfetto, in ordine, pulito, moderno, e, incredibilmente senza caos. L’ultimo sorriso della hostess singaporiana ancora davanti agli occhi, scendo dall’aereo della Singapore Airlines e inizia il percorso: tornate ad U, pavimenti disconessi, cantieri malapena delimitati. Le indicatori sui pavimenti, di gomma, staccati, tutta l’architettura comunica squallore e sporcizia.
Malpensa
Mi sono reso conto, con tutti i voli fatti per l’Europa e altrove, gli aeroporti italiani sono le più brutte che io abbia mai visto. L’arrivo nel Bel Paese si apre con una sinfonia di malgusto, che per chi crede nel alto valore del design italiano, non trova risposta.


Linea Gialla Metropolitana Milano

Arrivati a Bologna, l’ultima scena di un viaggio che si conclude: il treno previsto su binario 4 viene spostato (a 3 minuti dell’orario di arrivo) su binario 6. La folla inizia la corsa … arrivati sul 6, non c’è indicazione e inizio sospettare che qualcosa non va … a un minuto dell’orario, una voce (bello come il sole) annuncia, che il treno si ferma a binario 3 anziché 4. Ma infatti, cosa ci faceva tutta questa gente su binario 6. Booh?

Rimango dell’idea che il lontano Asia oggi sia ben di più che non solo un immenso agglomerato di aziende che produce a basso costo. C’è il futuro prossimo del pianeta, il pulsante cuore dell’innovazione e creatività. Perché? Perché non rimangono solo belle parole, ma con investimenti abbondanti nella istruzione, benessere e urbanistica il Centro-Asia costruisce il suo vantaggio intellettuale e culturale in confronto all’Europa. E l’Occidente potrà solamente guardare come i suoi tesori intellettuali e culturali passeranno di proprietà…
Ma la questione non si ferma qui. Mettiamo, che sono architetture invecchiate e soldi per una ristrutturazione non ci sono. (sarebbe per lo meno una coerenza con tutto il resto. Ma come biglietto da visita non funziona tanto bene, e neanche per un marketing del turismo… ) Come si potrebbe allora giustificare la nuovissima tratta della metropolitana milanese oltre Maciachini? L’ho percorso, e se non fosse stato attento non mi sarei accorto di essere in un tratto nuovo. Stesso orrido design giallastro con i neon dietro ai plexi opachi come in tutte le altre stazioni … ma Milano non è la capitale del design e della moda? Dove?

06/03/11

Piccole perle del nostro ambiente di vita (parte 1)

Sembrano per di più barzellette, o situazioni volutamente prodotte e messe in opera per stupire e per rendere evidente l’importanza di un sistema di orientamento coerente: rompendo la regola, uno impara. Ma girando, girando, trovando ovunque e in qualsiasi forma elementi, segnaletica, arredo urbano etc inefficiente e disorientativi per una comunicazione che dovrebbe guidare la persona, a volte nemmeno sufficiente per una persona perfettamente abile e magari del posto stesso.
Il racconto di alcune situazioni vere.
1) Come arrivare al aeroporto di Bologna

Per arrivare all’aeroporto di Bologna, ancora sulla tangenziale, c’era sempre l’indicazione sulla segnaletica stradale dell’”aeroporto”. Semplice, efficace, e supportato da un’icona esplicativa. La parola aeroporto non è inglese, ma pur per uno straniero (direi che un aeroporto fa parte di quei luoghi altamente frequentato da stranieri), la versione inglese “airport” non è troppo differente quindi c’è una bella affinità.

Ma non si sa perché, la scritta sul cartellone della tangenziale è stato modificato incollando sopra la parola aeroporto il nome “Marconi”. Rimane il segno del aeroporto, ma stranamente molto debole.
Ora, per i più versati e frequentatori dell’aeroporto, la denominazione Marconi facilmente è deducibile dal nome Guglielmo Marconi, nome dello stesso aeroporto. Ma uno straniero? Che fa percorrendo ad almeno 90 km a ora? Inizia a far speculazioni o tira ad indovinare?
La coerenza non ha fine. Una volta uscita e arrivata alla prima rotonda, sparisce il nome Marconi e torna aeroporto. Una conferma o un'altra cosa? E infine, una volta felicemente parcheggiata l’auto, ci si mette in pista per raggiungere il terminal, seguendo le indicazioni per … aerostazione. Altrimenti, che fine fa la creatività se non viene utilizzata nella segnaletica dei luoghi pubblici.