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09/02/11

Tra Frankenstein e Cyborg: l’intervento “chirurgico” sul corpo umano

E’ certamente molto opinabile, e persino ingiusto, mettere sullo stesso piatto due fenomeni del campo della medicina chirurgica completamente diverse. Ciononostante, gli accomuna l’oggetto d’intervento: il corpo dell’uomo. E’ lo può fare grazie ad una sempre crescente conoscenza dello stesso corpo, ma nel caso degli interventi bio-ingegneristici, si tratta contemporaneamente anche di una sempre crescente e meravigliosa capacità di interpretare la natura in chiave tecnologica.
Gli uni, per essere molto conciso e persino “cattivo” si potrebbero individuare con la figura tragica di Frankenstein. Non solo il mostro, ma anche il dottore: nella terribile, terribilissima scena in cui perde la moglie per mano proprio della stessa creatura che ha costruito con i “pezzi” umani, tenta una “rinascita” ridando vita ad una persona amata. Fallisce, per scelta della persona salvata. Contemporaneamente, la creatura chiede spiegazioni, vuole capire chi fossi e come mai si sente come si sente. L’intervento della chirurgia estetica e plastica oggi è prassi piuttosto diffusa e in alcune case davvero salva la vita alla persona, quella sociale per intendersi. Deformazioni seguito una malattia possono essere neutralizzati anche se non cancellate del tutto dal corpo della persona. 

Ma con che facilità vengono intraprese dei veri lavori da cantiere pesante sui visi delle persone celebri è invece un fenomeno di tutt’altro genere. E pensare che fossero contenti e felici le persone che si trasformano lentamente in un mostro di “Ghostbuster” avrei da porre qualche dubbio. E’ d’obbligo, la massa si aspetta che una Nicole Kidman o una Meg Ryan non invecchino mai, e persino un Rocky Silvester Stallone tira la pelle per controbilanciare un inarrestabile aspetto da Elefante sgonfio. Ma il risultato alla fine non è esattamente il contrario? Anche per l’autostima. Penso solo alla Cardinale, una ragazza “stellare” nei migliori anni, e oggi?
Condividono per me nella figura di Frankenstein proprio il dramma di apparire come “qualcosa” che in realtà non sono (più), oltre al fatto di un innaturale sorriso alla “Joker” di Batman gli rimanda ad un inevitabile isolamento .
L’altro aspetto introdotto all'inizio, l’intervento “bionico”, non porta ad una classificazione di snaturamento del processo naturale, ma ad una vera propria vittoria personale. Immagine icona, i grandi campioni dello sport paraolimipico, rappresentano quell’aspetto fantascientifico della evoluzione dell’uomo, l’aumentata capacità interazione con l’ambiente.