Un libro rivelatrice, per molti aspetti. Eppure, parla di come leggiamo, e leggendo uno si chiede, “leggo sul leggere? Quanto senso può avere?” Dopo una serie di letture e studi sulla percezione in genere, a partire dalle teorie più comuni e importanti come le Leggi della Gestalt, questo testo può ulteriormente approfondire molte cose sul mondo sulla percezione, e in particolare sulla scrittura, che è astratta e si sottrae dagli impulsi ambientali, fatti di colori, forme e oggetti riconoscibili. E dato che il nostro mondo è fatto di moltissima comunicazione scritta, e non tanto simbolica e verbale, la comprensione dei meccanismi che l’adulto ha dovuto appropriarsi per imparare la corretta lettura, può e deve essere un tema importante per chi affronta il mondo della grafica.
Ma come succede spesso nello studio dei fenomeni biologici e fisiologici, le “eccezioni” danno un ricco riferimento sulle capacità animali e umani. Come fa notare Stanislas Dehaene:
“Come hanno notato Charles Darwin e Steven Jay Gould, è nelle imperfezioni e nelle anomalie della natura che si trovano le prove più sicure dell’evoluzione. La perfezione di un occhio e il profilo di un’ala potrebbero forse spiegarsi con il genio della volontà divina – ma quale divinità maliziosa si sognerebbe di mettere uno degli occhi dei pesci piatti nella parte sbagliata del corpo, quella che lo’animale volge verso il fondo, per farlo poi magari l’altra parte nel corso dello sviluppo?
Quale divino architetto avrebbe una mente così tortuosa da far scendere il nervo uditivo della giraffa dall’orecchio fino alla base del collo prima di rimandarlo fino al cervello, facendo così percorrere molti metri inutili? Se la natura fosse fatta solo da organismi perfetti, potrei anche capre che si dia una qualche credibilità all’ipotesi di un “disegno intelligente”. Ma lo studio degli esseri viventi rivela tanti errori così grossolani, che salterebbe agli occhi del primo ingegnere venuto, che la tesi di Darwin ne esce considerevolmente rinforzata: solo il caso nella storia evolutiva può spiegarli.
Le cose non sono diverse nella psicologia. Il fatto che un comportamento umano si sia ben adattato può essere spiegato in almeno due maniere. Può darsi che venga dal nostro patrimonio genetico, ossia dalla nostra evoluzione; ma può anche darsi che sia frutto dell’apprendimento. Quando un comportamento è pienamente funzionale, come la lettura nell’adulto esperto, è molto difficile distinguere le parti innate e quelle acquisite. Ecco perché le deviazioni dalla perfezione sono spesso le più interessanti. Quando un bambino commette sistematicamente un errore oppure, al contrario, quando presenta capacità eccessive che eccedono il campo di quanto insegnatoli, possiamo supporre che ricorra a meccanismi antichi ereditati dalla nostra storia evolutiva.
Ritengo che la scrittura speculare costituisca una di queste anomalie rivelatrici. Il bambino legge e scrive spontaneamente in maniera speculare grazie al fatto che il suo sistema visivo, prima ancora di cominciare a leggere ubbidisce a un forte vincolo strutturale, assai antico nell’evoluzione, che lo forza a rendere simmetrici gli oggetti che vede ….”
Nella percezione della simmetria sta, sottolinea l’autore, una delle principali chiavi di lettura per eventuali disturbi, come la dislessia. Fondato nel più profondo della capacità percettiva, durante il processo di apprendimento della lettura, questa conoscenza innata deve essere sovrascritta per essere capace a distinguere lettere ambigue e simmetriche come la d e b, o la p e la q. Per una mancata necessità evolutiva di sopprimere o sovrascriverlo definitivamente, questa inefficienza percettiva persiste nell’uomo nei primi anni della vita, e durante l’apprendimento della lettura deve essere eliminata. Ma non sempre funziona, e quindi in qualche caso rimane una maggiore difficoltà nella distinzione anche dopo i 10 anni di vita del ragazzo. ...


