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| Metropolis di Fritz Lang |
I sogni dei robot. Ma cosa sognano? Una domanda che si era già fatto Philip Dick, anche ponendo una accento più concreto sul cosa potrebbero sognare: Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Da questo titolo, come sicuramente tutti sanno, è stato tratto il film Blade Runner, che ha avuto un enorme successo e che definisce all’interno del suo trama il limite tra umano e androide:
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| Andriode Roy in Blade Runner |
« Io ne ho... viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser…
E tutti quei… momenti andranno perduti nel tempo…
Come… lacrime… nella pioggia…
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser…
E tutti quei… momenti andranno perduti nel tempo…
Come… lacrime… nella pioggia…
È tempo… di morire… »
Sono mondi diversi al quale appartengono macchine e uomini, e la loro convivenza è segnato, nella maggior parte della letteratura fantascientifica in un eterno conflitto tra potere e riconoscimento. Il trama avviene nella Los Angeles del 2019, e ormai, se vogliamo essere precisi, non mancano tanti anni perché il 2019 sia realtà. Tuttavia, come si è già visto con 2001 – Odissea nello spazio, o Ritorno al Futuro, l’evoluzione tecnologica non vede una accelerazione tale da immergerci nei scenari cupi e preoccupanti dei visionari. L’evoluzione tecnologica all’apparenza è più lenta, ma vorrei piuttosto affermare, che è più sublime e meno evidente. Cose inventate e funzionanti magari non hanno ancora sconvolto la terra, oppure lo fanno con una veste molto più comprensibile e “usabile” per garantirsi il loro successo commerciale.
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| Mostra Kunsthaus Graz |
A Graz, nella Kunsthaus (Museo di Arte Contemporanea), si tiene in questo momento una mostra che prende in prestito proprio un titolo della fantascienza: I sogni dei robot (Roboterträume) una raccolta di Isaac Asimov. Diversi artisti, tra i quali Stelarc, manifestano la loro idea di un interazione uomo-macchina, in un contesto più artistico, facendosi le domande sulla Intelligenza Artificiale e tutte le sue influenze nel rapporto con l’uomo.
Un tema importante, condividendo quanto esprime Charles F. Kettering in Seed for Thought nel 1949:
“Tutti dovremmo preoccuparci del futuro, perché la dobbiamo passare il resto della nostra vita.”
L’arte, come sappiamo, è un filtro magico per vedere e analizzare le tendenza più effimere della nostra società, e riesce, anche se spesso in modo incomprensibile ai suoi contemporanei, esprimere un futuro ancora in avvenire.
Mostra al Museo d'Arte di Lugano passata
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| ManRay |
Per un ulteriore approfondimento segnalo il sito del Museo d’Arte di Lugano dove si è tenuto una mostra con un tema simile (ma forse ancora più adatto per un analisi più dettagliata tra uomo e macchina):



