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30/12/10

I sogni dei Robot

Mostra al Kunsthaus di Graz

Metropolis di Fritz Lang

I sogni dei robot. Ma cosa sognano? Una domanda che si era già fatto Philip Dick, anche ponendo una accento più concreto sul cosa potrebbero sognare: Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Da questo titolo, come sicuramente tutti sanno, è stato tratto il film Blade Runner, che ha avuto un enorme successo e che definisce all’interno del suo trama il limite tra umano e androide:

Andriode Roy in Blade Runner

« Io ne ho... viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser…
E tutti quei… momenti andranno perduti nel tempo…
Come… lacrime… nella pioggia…
È tempo… di morire… »


Sono mondi diversi al quale appartengono macchine e uomini, e la loro convivenza è segnato, nella maggior parte della letteratura fantascientifica in un eterno conflitto tra potere e riconoscimento. Il trama avviene nella Los Angeles del 2019, e ormai, se vogliamo essere precisi, non mancano tanti anni perché il 2019 sia realtà. Tuttavia, come si è già visto con 2001 – Odissea nello spazio, o Ritorno al Futuro, l’evoluzione tecnologica non vede una accelerazione tale da immergerci nei scenari cupi e preoccupanti dei visionari. L’evoluzione tecnologica all’apparenza è più lenta, ma vorrei piuttosto affermare, che è più sublime e meno evidente. Cose inventate e funzionanti magari non hanno ancora sconvolto la terra, oppure lo fanno con una veste molto più comprensibile e “usabile” per garantirsi il loro successo commerciale.
Mostra Kunsthaus Graz

A Graz, nella Kunsthaus (Museo di Arte Contemporanea), si tiene in questo momento una mostra che prende in prestito proprio un titolo della fantascienza: I sogni dei robot (Roboterträume) una raccolta di Isaac Asimov. Diversi artisti, tra i quali Stelarc, manifestano la loro idea di un interazione uomo-macchina, in un contesto più artistico, facendosi le domande sulla Intelligenza Artificiale e tutte le sue influenze nel rapporto con l’uomo.
Un tema importante, condividendo quanto esprime Charles F. Kettering in Seed for Thought nel 1949:
“Tutti dovremmo preoccuparci del futuro, perché la dobbiamo passare il resto della nostra vita.”
L’arte, come sappiamo, è un filtro magico per vedere e analizzare le tendenza più effimere della nostra società, e riesce, anche se spesso in modo incomprensibile ai suoi contemporanei, esprimere un futuro ancora in avvenire.
Mostra al Museo d'Arte di Lugano passata
ManRay

Per un ulteriore approfondimento segnalo il sito del Museo d’Arte di Lugano dove si è tenuto una mostra con un tema simile (ma forse ancora più adatto per un analisi più dettagliata tra uomo e macchina):